venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale di gioia a tutti!!!



Ho latitato, non ci sono dubbi. Ed è inutile che dica che si, non ho scritto su queste pagine ma ho riempito di foto e ricette le cartelle del mio pc, e che ve le posterò al più presto...non sarebbe la verità, e proprio oggi in attesa che Babbo Natale passi da queste parti, farsi beccare in fallo sarebbe un autogol. 

In questi giorni non ho cucinato praticamente niente di nuovo, anzi, il più delle volte, mi sono anche tenuta lontana dai fornelli. La mancanza di tempo è stata una delle cause, ma quella principale è che ho deciso (alla soglia delle festività natalizie, tanto per dare conferma delle mie turbe mentali!!) che è tempo per me di perdere quei 5 chili di troppo che mi porto dietro da un annetto a questa parte, e a riprova del fatto che sono risoluta ho anche comperato una bilancia (digitale...che mi dice pure gli etti che ho attaccati addosso!!). Quindi, mi sono data ai minestroni, e alle verdurine sane e leggere...roba che magari non val nemmeno la pena di postare. Il tutto, salvo poi passare a destra e a manca, invitati fuori da amici e parenti per festeggiare "che poi non ci vediamo più prima di natale..." e quindi...potevo anche evitarmi il sacrificio e tirar dritta sino a gennaio....
Ad ogni modo, devo scendere a compromessi, con me la mia ciccia e il mio amato blogghino: in ogni dieta che si rispetti, c'è il giorno "libero" (o quasi) quello in cui ci si puo permettere quel piccolo sgarro che non fa male a nessuno ma che anzi, ti rinfranca e ti da la carica per rimanere in riga con i tuoi propositi senza sentirti privato di ogni cosa. Il mio buon proposito del nuovo anno in arrivo è dunque riuscire a perdere i fatidici 5 chili senza rinunciare al mio piccolo piacere almeno una volta a settimana e quel giorno sarà speciale, perchè coinciderà con la mia gratifica, nel gusto e nella soddisfazione di veder crescere la mia raccolta di ricette qui sul blog! 

Per ora...il poco che ho fatto in cucina si traduce in una serie di insuccessi totali!!! Ho provato a fare (un esempio su tutti) la casetta di pan di zenzero...purtroppo, al momento di assemblarla non c'è stato verso...si è miseramente accasciata su se stessa, come travolta da un fiume in piena...una, due, tre volte. Alla quarta la pazienza era oramai più diroccata della casetta stessa e ho optato per convincere Slowfood (che sino ad allora aveva partecipato attivamente a tutte le operazioni dall'impasto, alla cottura al plurimo tentativo di montaggio) che sarebbe stata bellissima e buonissima anche semplicemente decorata e appoggiata sul piatto orizzontalmente...non so se ci crede davvero, di sicuro era molto più spazientito di me all'idea di rifare un altro drastico tentativo di montaggio. L'esperienza ha insegnato che io non sono nè ingegnere nè architetto e che le due professioni sono da depennare anche dal futuro di Slowfood :D :D :D ahahahah.

Carissimi....oramai ci siamo...sento profumini deliziosi uscire dalle vostre cucine...prometto di impegnarmi di più, e di fare un po di sana concorrenza a partire dai prossimi giorni ;)

Adesso non mi resta che una cosa soltanto...augurarvi un Natale di gioia, e che sotto l'albero possiate trovare ciò che con tutto il cuore desiderate veramente...
Un abbraccio virtuale a tutti.....BUON NATALE. 

lunedì 6 dicembre 2010

Torta di mele al rosmarino



Ci sono ci sono ci sonoooooo!!!!! 
Ci ho messo un po a rimettemi in riga....tanto tempo senza Slowfood ha richiesto un periodo di ribilanciamento dell'equilibrio nostro e suo, e soprattutto un po di tempo libero in più da dedicare a lui piuttosto che ad altro. In più, si puo tranquillamente dire che il rientro non è stato dei più soft. A casa, ad attenderci belle comode sul divano c'erano già le prime magagne. Ma noi siamo più forti, e ad una ad una le stiamo smaltendo, con pazienza e precisione. Per la più grossa, dobbiamo ancora attendere qualche mese. Questa è tosta e se dovesse avverarsi nella sua peggiore ipotesi (trattasi di magagna lavorativa) porterebbe una certa dose di scompiglio, e ci costringerebbe a fare determinate scelte....a dire il vero, da quando ho saputo che qualcosa potrebbe cambiare, ci ho pensato molto e ancora non sono decisa se la cosa mi angoscia o se in realtà mi entusiasma da morire. Se proprio devo essere sincera, io al momento pendo più dal lato "entusiasmo". Ho sempre pensato di non essere fatta per le cose definitive e sempre uguali (attenzione: ciò non include i rapporti fra le persone, che credo possano essere definitivi a patto di impegnarsi quotidianamente a renderli sempre speciali e mai banali) per cui l'idea che qualcosa cambi, e che in un certo senso costringa anche me a dover cambiare direzione (che magari, normalmente, me ne starei nella mia strada principale conosciuta e sicura piuttosto che avventurarmi nel sentiero nuovo) mi da una certa carica. 
Ad ogni modo, è inutile stare qui a pensare e ripensare a soluzioni varie, quando ancora non si sa nemmeno se il problema esiste o no veramente. E allora che fare??? E' il momento di tornare ai fornelli e cucinarsi qualcosa che aiuti a tenere alto l'umore. Questa torta l'avevo scovata in rete tempo fa, stampato la ricetta e chiusa nel cassetto fra quelle "da provare". DELITTO!!!! Come ho potuto farla aspettare così a lungo?? Questa crostata è assolutamente da provare. Molto più semplice da fare di quanto non sembri leggendo il procedimento, ha un sapore dolce e delicato e mentre cuoce, il profumo di rosmarino che inonda la casa è poesia pura. L'ho portata una sera a cena dai cognati, e direi, ha avuto il suo successo!

TORTA DI MELE AL ROSMARINO
Ingredienti:
per la frolla:
150 gr di burro 
150 gr di zucchero
2 uova di piccole dimensioni
8 gr di lievito in polvere
300 gr di farina 00
un pizzico di sale 

per la crema frangipane al rosmarino:
100 gr di burro
100 gr di zucchero
1 uovo
100 gr di mandorle
30 gr di farina 00

per decorare:
2 mele
rosmarino
50 gr di gelatina in polvere

Preparare la frolla lavorando il burro a pezzetti con lo zucchero, unire le uova e il sale. Impastare finchè non risulta un impasto omogeneo, dopodichè aggiungere il lievito e la farina setacciati insieme. Formare una palla, ricoprirla con pellicola trasparente e riporla in frigo per almeno un paio di ore prima di utilizzarla.
Nel frattempo preparare la crema frangipane: montare lo zucchero con il burro, sino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere l'uovo leggermente sbattuto. Mentre lo zucchero e il burro montano, scottare le mandorle in una padella antiaderente, e poi ridurle in polvere nel mixer (scottarle nella padella serve a farle asciugare, altrimenti si formerebbero troppi grumi nel mixer, dovuti all'olio che altrimenti rilascerebbero). Unire la farina di mandorle ottenuta e la farina 00 al composto di burro zucchero e uovo e mescolare fino a che il composto non risulterà omogeneo. Va conservato in frigo sino al momento di usarlo.

Passato il tempo di riposo necessario alla frolla, si procede all'assemblaggio della torta: 
Con un mattarello, tirare la frolla ben sottile e foderare uno stampo ben imburrato e infarinato. Bucherellare bene il fondo con i rebbi di una forchetta per evitare bolle d'aria. Distribuire sopra la frolla la crema frangipane
e cospargere sulla superficie il rosmarino tritato.Sbucciare le mele e tagliarle a fettine. Distribuirle a raggera sulla torta.
Cuocere la torta in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti, quindi lasciarla raffreddare completamente.
A questo punto, preparare la gelatina come indicato sulla confezione e spennellare la superficie della torta per lucidarla bene. Il tempo di lasciare rapprendere la gelatina (anche in frigo!) e la torta è pronta da gustare.


Quando le avrò selezionate per bene metterò anche qualche foto dell'India. Un paese che mi è rimasto dentro, sia per le cose meravigliose che per quelle terribili che mi sono passate davanti agli occhi....ho già la nostalgia dei suoi suoni, dei colori, e dei profumi che invadono prepotentemente le strade e il cuore, e non se ne vanno più....

giovedì 4 novembre 2010

CHIUSO PER FERIE!!!!!!!


E così ce l'abbiamo fatta...dopo un anno di duro lavoro, dopo aver accolto orde di turisti, dopo aver accontentato le più disparate richieste, è venuto il nostro turno! Stanchi, ma eccitatissimi per la partenza, domani mattina presto inizieremo il nostro viaggio zaino in spalla alla scoperta dell'India... 2 settimane a spasso per il Rajasthan, fra deserto, antichissimi palazzi e haveli, e una settimana di puro, totale, semplice meritatissimo relax nelle spiagge del sud, nel Goa. Il nostro bagaglio è quello che vedete, e per la prima volta, mi sento che è semplicemente tutto quello di cui ho bisogno, niente più. Vado a ritemprarmi, parto per il mio viaggio, che non so perchè (o forse si....) ma sarà un viaggio speciale, al di là di tutto, che segnerà profondamente e che darà una nuova svolta alla mia vita. Comuque torno... ;)
Ci rileggiamo a fine novembre/primi di dicembre...appena avrò riacceso forno e fornelli!!! Vi abbraccio tutti!!!!

mercoledì 3 novembre 2010

Torta margherita vegana (senza uova e senza burro) cotta nello stampo in silicone Pavoni!



No, non sono diventata vegana...e nemmeno vegetariana! Sarei davvero poco credibile. Non solo non riuscirei a rinunciare a una bella fiorentina, o a un curry di pollo, o a una salsiccia al vino rosso come dio comanda..ma non levatemi per favore nemmeno le uova e il mio bicchierone di caffelatte al mattino!! Posso impegnarmi a mangiarne meno, a seguire una dieta bilanciata e più sana, ma non credo che avrei la forza di volontà necessaria per mettere un lucchetto alla porta della definizione di onnivora. In questo caso, la torta vegana è stata la scoperta di un pomeriggio di qualche tempo fa, quando un'amica ha telefonato dicendo "vengo a trovarti!" e  il frigo piangeva...niente uova. In dispensa nemmeno l'ombra di un pacco di biscotti da poter offrire con un thè...Al che ho provato a cercare nella magica rete qualcosa, e ho trovato questa. Confesso che il mio approccio alla ricetta andava ben oltre lo scetticismo. Ero li che mischiavo gli ingredienti già praticamente convinta di dover buttare via tutto, con buona pace mia, dell'impasto e dell'amica improvvisatrice che avrebbe dovuto accontentarsi di un thè liscio sotto ogni punto di vista.... E invece la sorpresa è stata positiva. Non solo la torta contro ogni mia aspettativa è lievitata senza problemi, ma era anche soffice e gustosa. Essendo poi molto "neutra", si presta ad ogni sorta di aggiunta...puo diventare al limone, puo essere arricchita con gocce di cioccolato o uvette...non ho ancora provato, ma secondo me potrebbe essere ottima anche come torta di mele, aggiungendo all'impasto pezzettini di frutta e cannella...insomma, è una torta meravigliosa, valida per chi segue i principi vegetariani/vegani e per chi ogni tanto si ritrova il frigo vuoto e la necessità immediata di fare un dolce...
Questa che ho fatto oggi poi è decisamente speciale anche per un altro motivo...l'ho cotta in uno stampo in silicone che la ditta PAVONI mi ha più che gentilmente spedito, insieme ad altri 4 tipi diversi di stampo. Ed ecco, qui vale la pena spendere qualche parola in più per questa azienda. Prima di tutto (e per me è sempre stata una cosa fondamentale) vorrei segnalare la cortesia e la disponibilità di chi ci lavora. I contatti sono stati sempre all'insegna di una massima gentilezza. La spedizione, rapidissima. Tanto che io nemmeno immaginavo che avrei ricevuto tutto prima della mia partenza. E invece sorpresa....ecco qui, il mio bel pacco, contenente gli stampi prescelti consultando il loro bellissimo sito. Vale la pena dare un occhiata, quindi se potete fate un giro dalle loro parti! 
Io mi sono trovata benissimo. Nelle confezioni, sono chiaramente indicate le modalità di utilizzo degli stampi, e se si seguono alla lettera il risultato è davvero perfetto. Gli stampi, prima di essere utilizzati per la cottura, vanno lavati in lavastoviglie. Al primo utilizzo (e pare soltanto a quello, io per ora, una volta sola l'ho usato e quindi devo ancora verificare) va imburrata o unta la teglia. Essendo il silicone un ottimo conduttore, è consigliabile utilizzare una temperatura lievemente più bassa di quella prevista dalla ricetta e controllare bene i tempi di cottura. Io ho abbassato di una decina di gradi e il tempo di cottura nel mio forno è stato preciso preciso quello indicato nella ricetta. La torta va fatta raffreddare COMPLETAMENTE nel suo stampo e fuori dal forno prima di poterla impiattare...a quel punto toglierla dallo stampo è un gioco da ragazzi, e la forma perfetta! Una volta sformata non resta che decorare...che se siete come me, bhè...il risultato lo vedete (bellino, ma si potrebbe fare meglio!!) mentre se avete almeno un pizzico di manualità ed esperienza in più, potete fare grandi cose!!!
Ringrazio ancora la PAVONI per avermi dato la possibilità di provare i suoi stampi...questo è il primo che ho deciso di usare per la mia torta vegana da portare a casa dei miei per il pranzo pre-nostra partenza di oggi, ma seguiranno altre creazioni, possibili soltanto grazie a questi gioiellini!!!!

TORTA MARGHERITA SENZA UOVA E SENZA BURRO
Ingredienti:
 
300 gr di farina
260 gr di zucchero di canna
3 cucchiai colmi di fecola
vanillina
1 pizzico di sale 
3 tazzine da caffè di olio di semi
3 tazzine da caffè di latte di soia
1 cucchiaio di succo di limone
1 bustina e mezza di lievito per dolci

Mettere tutti gli ingredienti nel mixer e azionare. Se l'impasto risultasse troppo asciutto aggiungere un poco alla volta un po di latte di soia. Versare l'impasto in una tortiera unta di olio e infarinata (se è in silicone come la mia occorre ungere solo se si tratta del primo utilizzo). Infornare in forno preriscaldato a 180° per 45 minuti (io con stampo in silicone ho fatto 170° per 45 minuti). Togliere dal forno e prima di togliere dallo stampo attendere che si sia raffreddata completamente.

Per la decorazione:
ho usato zucchero a velo e coloranti alimentari liquidi. Mischiare lo zucchero a velo (abbondante) con un cucchiaino del colorante alimentare desiderato, sino ad ottenere una crema densa. Con una sac a poche, o una siringa da pasticcere seguire i contorni che si desidera decorare. Al centro del fiore ho messo granella di zucchero colorata.

martedì 2 novembre 2010

Gnocchi di grano saraceno, pancetta e formaggio



Che dire...è arrivato l'inverno (l'autunno lo salto a piè pari....). Abbiamo spostato le lancette indietro di un'ora, piove a dirotto da giorni e le giornate non si illuminano mai, iniziando cupe e bagnate e terminando cupe e bagnate anche di più. Mi va solo bene che da ieri sono ufficialmente iniziate le mie ferie, che dureranno tutto il mese di novembre (dopo un anno di lavoro non stop!!) e che a breve mi porteranno in terra indiana, permettendomi di dimenticare che alle nostre latitudini piove e fa freddo. L'umore quindi, nonostante il grigiume che ci circonda è decisamente alto, e c'è attesa e fermento per tutti gli ultimi preparativi per la partenza. 
Ieri, in un momento di totale nullafacenza, ho ripreso in mano il libro di ricette regionali del Trentino (ispirata dal clima ovviamente!!) e sfogliandolo mi sono soffermata su una ricetta che capitava proprio a fagiolo per utilizzare la farina di grano saraceno acquistata tempo fa e ancora in stand by nella mia dispensa. Il grano saraceno ha un sapore abbastanza forte e deciso, magari non a tutti piace...Brady infatti ha dichiarato che preferisce la versione tradizionale degli gnocchi, anche se questi li ha comunque mangiati. Come primo esperimento non è andato male ma è sicuramente migliorabile, innanzitutto cambiando le dimensioni degli gnocchi. Nel libro suggerisce di prelevare dall'impasto gli gnocchetti utilizzando due cucchiaini e di tuffarli man mano nell'acqua di cottura, portata a bollore e poi lasciata su fornello al minimo per la durata dell'operazione. Io ho fatto così, e il risultato è che gli gnocchi erano forse un po troppo grandi e, nonostante l'acqua praticamente non fosse in ebollizione mentre li tuffavo uno a uno, comunque si sentiva che il grado di cottura era diverso. La prossima volta (perchè a me sono piaciuti molto e dunque li rifarò sicuramente, anche perchè la farina va finita! ) formerò dei salamini con l'impasto e taglierò piccoli quadratini il più uguali possibile come dimensioni, e li tufferò nell'acqua bollente nello stesso momento. 

GNOCCHI DI GRANO SARACENO PANCETTA E FORMAGGIO
Ingredienti:
per gli gnocchi
150 gr di farina bianca
150 gr di farina di grano saraceno 
2 uova
1 cucchiaio di olio evo
sale
acqua q.b.

per il condimento
100 gr di pancetta affumicata
80 gr di pecorino romano
2 cucchiai di panna da cucina
1 noce di burro
sale q.d

Mettere sul fuoco una capiente pentola con acqua salata e portare a bollore. Nel mixer mischiare le due farine, il sale, l'olio e le uova, e mentre in funzione, aggiungere man mano acqua quanto basta per ottenere una palla di impasto abbastanza morbida. L'acqua va aggiunta poco alla volta, per non rischiare di aggiungerne troppa. 
Prelevare l'impasto dal mixer e finire di impastare sulla tavola infarinata. Con l'impasto ottenuto, formare dei piccoli salamini il più uguali possibile e tagliare tanti pezzettini di pari grandezza. Quando l'acqua bolle, abbassare un poco la fiamma e tuffare gli gnocchi. Saranno pronti quando tornano a galla (i miei erano di grandi dimensioni e ci sono voluti più o meno dieci minuti). Mentre gli gnocchi si lessano, in una padella sciogliere una noce di burro e far saltare la pancetta a fuoco vivo.  Quando gli gnocchi saranno pronti, scolarli con un colino e farli saltare in padella per un minuto con la pancetta, aggiungere due cucchiai di panna e il pecorino, mantecare per bene e servire belli fumanti!

martedì 26 ottobre 2010

Pumpkin pie



Vado contro corrente, ma Halloween qui in Italia non mi entusiasma. Sarà che con la nostra storia non c'entra proprio nulla, e soprattutto sarà che avendo vissuto in America me lo sono goduto nella sua patria, dove è un vero evento, dove è puro divertimento, dove si, in quel contesto posso dire mi piace da matti!!!
Ottobre in America è Halloween sin dal primo giorno. Nei supermercati (da quello piccolino all'angolo della strada a quello gigantesco) i colori che fanno da padrone sono il nero e l'arancione. Fantasmi, scheletri, ragnatele e streghe fanno la loro comparsa, spaventando i più piccolini e facendo scompisciare i più grandicelli. E poi ci sono loro, le indiscusse protagoniste: le zucche. Si vendono ovunque, nei negozi o a lato della strada. E nessuno, dico nessuno non se ne accaparra almeno una. Il lavoro che c'è dietro alla zucca di Halloween non è mica da niente. Si tratta prima di tutto di avere un progetto in testa, ben preciso, e di scegliere la zucca migliore... La più grande, la più ricurva, o la più tonda. E poi ci vuole pazienza e precisione. La zucca va svuotata di tutta la sua polpa, a suon di coltellino e cucchiaino, e al lavoro partecipa tutta la famiglia. Una volta svuotata, bisogna fare le incisioni, occhi, naso bocca, con le espressioni più terrificanti o più simpatiche che sono nella mente dello scultore di turno. La zucca va esposta con orgoglio dove tutti possono vederla...alla finestra, o nel patio, in giardino. Al suo interno una candelina darà il famoso tocco finale. E poi, con tutta la polpa avanzata, che si farà, vorrete mica buttarla via??!?! Non si spreca nulla, e in America le ricette a base di zucca specialmente in questo periodo dell'anno si sprecano e sono tutte davvero golose. Ma la mia preferità in assoluto è la pumpkin pie. Un sapore speziatissimo, una crosticina non dolce che contiene questo mix di gusti che non si possono spiegare se non si assaggia personalmente. Ed è solo allora, dopo aver mangiato un bel pezzo di Pumpkin Pie che si è pronti. Si mette su la maschera, e tutti insieme si esce, e di casetta in casetta, con un cesto in mano (il più grande possibile per poter raccogliere il bottino più ricco!) si suona alla porta e ci si aspetta di tutto...ad aprire potrebbe essere un fantasma, un orco, una strega, e tu devi essere prontissimo: Trick or Treat?? (Dolcetto o Scherzetto?). Nessuno sceglie scherzetto, e tutti hanno caramelle, dolcini, cioccolatini, lecca lecca per riempire il cestino. A volte il giro rischia di diventare interminabile...in Maine di questi tempi fa ben freddino e non è raro che oltre alle caramelle nel cesto, qualcuno ti offra anche una bella cioccolata calda e marshmallows per riscaldarti! Una volta tornati a casa, si versa il contenuto dei cesti e si fa un inventario del bottino...quel che non piace a me lo do a te, e così via...la scorta di caramelle e dolcini è assicurata per i mesi a venire!!! 
Ecco...questo è l'halloween che mi piace e che desidero ricordare (in attesa magari di riviverlo nuovamente original style!). A me va bene che Slowfood è anche un gran fifone e che la halloween mania non lo ha mai per niente appassionato...quindi posso passare la palla di questa festa senza sentirmi in colpa! 
Il mio modo per ricordarla è preparando questa prelibatezza, e se vi va di assaggiarne un pezzettino, la notte di halloween potete suonare alla mia porta....ve ne tengo da parte una fetta!!!!

PUMPKIN PIE
Ingredienti:
680 gr polpa di zucca
130 gr di zucchero di canna
3 uova
1 cucchiaino di noce moscata
1/2 cucchiaino di zenzero
3 cucchiaini di cannella
75 ml di latte
280 gr di farina
140 gr di burro
60 ml di acqua

Prima di tutto preparare la pasta, mescolando nel mixer la farina, due cucchiaini di cannella e il burro lasciato precedentemente fuori dal frigo e tagliato a tocchetti. Azionare il mixer e aggiungere poco a poco l'acqua, potrebbe anche non essere necessaria tutta, bisogna aggiungere finchè non si forma una palla di impasto. Spegnere il mixer, e finire di impastare sul tavolo infarinato. Imburrare e infarinare una teglia tipo da crostate e foderarla con la pasta tirata al mattarello. Rifilare il bordo, bucherellare il fondo con una forchetta e coprire con carta da forno e fagioli secchi per creare un peso e impedire che si formino bolle d'aria in cottura. Mettere in forno già caldo a 190° per 15 minuti, poi togliere carta forno e fagioli e infornare nuovamente per altri 5 minuti. Togliere dal forno.
Cuocere al vapore per 20 minuti la polpa di zucca e poi passarla al passaverdure per creare una purea. Nel mixer mischiare le uova con lo zucchero, l'ultimo cucchiaino di cannella, lo zenzero e la noce moscata. Aggiungere la polpa di zucca e il latte e mixare a lungo. Versare il composto dentro alla teglia con la pasta precotta e finire la cottura in forno a 190° per 40 minuti. 
Togliere dal forno e lasciare raffreddare. La pumpkin pie è buona già così, ma la morte sua è servitrlacon panna montata....provare per credere!!!!!






E visto che ci siamo lette nel pensiero, che io parto fra poco per le vacanze e torno proprio il 26 novembre quando finisce la sua raccolta e non credo che avrò modo di cucinare altro con la zucca da qui alla partenza, colgo la ghiotta occasione e "iscrivo" la mia pumpkin pie alla raccolta  Mettitelo nella zucca di Francesca di "Pasticci in cucina e...altro!" augurando nel frattempo un buonnoncompleanno al suo blog! :)




sabato 23 ottobre 2010

Pollo alle mandorle



La mia amica Lucia alla fine di agosto ha sbaraccato casa, ha fatto su qualche valigia, ha preso i bimbi e tutti insieme hanno seguito papà/marito in Cina dove abiteranno per un paio di anni, tanto quanto la durata dell'incarico di lavoro da lui ricevuto. 
La tecnologia ci consente di sentirci abbastanza spesso, vuoi con una chattata su skype, o con una videotelefonata, o con facebook, o con le e-mail, certo, a volte ci penso, e anche se non succedeva troppo spesso (il lavoro di entrambe, i figli e gli impegni vari spesso e volentieri facevano da ostacolo) mi mancano quei momenti in cui i bambini in camera a giocare noi ci buttavamo sul divano e con un cuscino sulla pancia ci raccontavamo per ore "gli ultimi ceti", ci davamo consigli, appoggio e ci facevamo delle belle risate.
Quando la sento, mi dice sempre che si sta ambientando e si trova bene. Lei e il suo meraviglioso carattere hanno già stretto amicizie, hanno già messo il loro seme anche in terra cinese. La casa è bella, la vita serena, i bimbi si trovano già bene a scuola (mitici!!). L'unico vero grande intoppo è il cibo. Impossibile trovare un prodotto sapendo esattamente cosa è. Le sorprese una volta aperte le confezioni o iniziate le preparazioni sono state molte, a volte gradevoli, più spesso poco esaltanti. Forse, la cucina cinese come la vediamo noi nei nostri ristorantini addobbati con lanterne rosse e draghi maestosi è ben diversa da quella che realmente si trova in cina, fatta di animali strani, ingredienti a noi totalmente sconosciuti, colori e sapori lontani anni luce dalle abitudini delle nostre occidentali papille gustative.
Probabilmente il mio pollo alle mandorle dalle parti di Wuxi non ha nemmeno l'aspetto con il quale si presenta nel mio piatto....Ma io ci provo lo stesso. Lo preparo e penso a lei, che magari al super è riuscita a trovare della carne che sembrava pollo e alla prova in padella ha confermato di esserlo, e la vedo grattuggiare una bella radice speziata di zenzero, e armeggiare con un wok original style, mischiando ingrediente dopo ingrediente e ottenendo un piatto delicato e gustoso come questo....se poi va male, e il "pollo" in realtà era una rana, niente paura....oramai lo so che sotto casa hai il Mc Donald, e che alla peggio un pasto caldo lo rimedi!!! 
Questo è per Lucia...ti aspetto a Natale, con una bella pasta al pesto, e una pizza, e una bistecca alla piastra, e patate al forno, e...un gustoso strudel al curry!!! ;) 

POLLO ALLE MANDORLE
Ingredienti
500gr petto di pollo
1 cipolla bianca
30 gr farina
4 cucchiai olio di semi di arachide
2 cucchiai di salsa di soia
130 gr di mandorle pelate
70 gr di germogli di soia
2 cucchiai di zenzero macinato (o 50 gr di zenzero fresco)
sale

Scaldare nel wok un cucchiaio di olio e far tostare le mandorle. Toglierle dal wok e tritarne metà grossolanamente. Tagliare il petto di pollo in cubetti e passarlo nella farina.  Pulire la cipolla e affettarla sottile. Farla imbiondire nel wok insieme al resto dell'olio, aggiungere lo zenzero (in cucchiai se già macinato o grattuggiato se fresco) e aggiungere i bocconcini di pollo. Farli saltare a fuoco vivace per qualche minuto mescolando con un cucchiaio di legno e poi abbassare la fiamma e far cuocere per 10 minuti circa, mescolando di tanto in tanto. Salare e aggiungere i germogli di soia. A fine cottura, irrorare con la salsa di soia, aggiungere le mandorle tritate e quelle intere, mescolando per amalgamare bene. Terminare la cottura per ancora 5 minuti circa, impiattare e servire ben caldo.