giovedì 28 giugno 2012

Cronaca di un caos inaspettato.. Le scaloppe MTC! (scaloppine di pollo alle mandorle in salsa di soia con insalata e germogli)



MAREMMA SCALOPPATA!!!!!!!!!
Ricordo ancora quello che oggi chiamerei il lontano 5 giugno, quando è stata svelata la nuova ricetta dell'MTC del mese: entusiasmo alle stelle è ciò che meglio descrive la mia reazione. Adoro le scaloppine, mettono d'accordo tutti in famiglia, compreso il complicatissimo anti-tavola Slowfood e non rientrano nei divieti categorici del mio ginecologo, attento alla mia linea (povero lui, pare ci tenga più di me). 
Ero partita con lo slancio di una scalatrice: oh, è la volta che faccio venti versioni diverse, diventeremo delle scaloppine viventi a forza di mangiarne! Brava, brava Silvia...tu si che sei una volpe. 

Erano gli inizi di giugno, dicevo. L'estate tardava ancora ad arrivare, la scuola stava per finire ma ancora scandiva i ritmi delle giornate, gli impegni extra (calcio, catechismo) volgevano anche loro al termine sonnecchiosi e apparentemente innoqui. Ed io, vivevo nella mia beata ignoranza e nel quieto letargo da maternità in cui mi cullo ormai da mesi, vantandomi anche di iniziare a sentirmi finalmente nel famoso "stato di grazia"... Ma stava per scoppiare la tempesta.

La scuola è finita, ed ha portato con se feste di fine anno, pizzate con genitori e figli e maestre, spettacolino e mercatino di chiusura scuola; il catechismo è finito, ma sono arrivati al suo posto i preparativi per i campeggi (ai quali slowfood sta partecipando), e feste e messe di chiusura; è finito anche il calcio, ma con il botto....un susseguirsi di partitelle amichevoli e non, e tornei massacranti, l'ultimo dei quali durato da mattina a sera di una ardente domenica di metà giugno in piena ondata Scipione. Ed eccolo appunto, lui, l'anticiclone Africano. Atteso dopo il lungo inverno e l'estate iniziata in sordina, fra temperature al limite del rigido, piogge e cieli plumbei. Lo so che è un luogo comune ma lasciatemelo dire...dove cavolicchio stanno le mezze stagioni??? Come si puo passare da 15 gradi tirati ai 35 all'ombra con tasso di umidità del 99%?? Ecco, il mio stato di grazia è durato lo spazio di un pensiero, e poi Scipione se lo è portato via. Ho passato le ultime due settimane a sudare solo formulando pensieri (nemmeno troppo compiuti), a veder i piedi gonfiarsi come salamotti e non entrare più in nulla se non in sgraziati ciabattoni di un numero più grande del mio, ad avere le dita delle mani ingigantite oltre il consentito (ho dovuto levare anelli prima di ritrovarmi con le dita cianotiche per la circolazione bloccata), a far docce fredde una dopo l'altra per trovare un briciolo di sollievo che se ne andava nell'istante stesso in cui spegnevo il getto....E in tutto questo???? I fornelli ovviamente, l'ultimo pensiero. L'occhio al calendario, non lavorando, non l'ho buttato mai...finchè non mi sono accorta che...o mio dio!!! Ma domani è il 28!!!!! 

Così ho prodotto le mie scaloppine, che poverine, sono fotogeniche come un mazzo di fiori secchi in una discarica, ma devo dire erano buone. Lo so che sono di parte...e non lo dico perchè voglio vincere, ci mancherebbe...porelle...fan pena..ma erano buone sul serio. 
Non avrò la menzione fotografica come all'ultima tornata (che onore!!!) e non vincerò l'MTC (per l'amor di dio, non punto a tanto!) ma provatele! Sembrano sbruciacchiate, ma è il colore che ne arriva dalla salsa di soia. E il sapore è veramente buono! Soprattutto....sono riuscita a partecipare, nonostante tutto,  e sono orgogliosa! (vive bene chi si accontenta...ahahahahahah)

SCALOPPINE DI POLLO ALLE MANDORLE IN SALSA DI SOIA CON INSALATA E GERMOGLI
Ingredienti:

2 fettine di petto di pollo
farina di mandorle q.b.
1 noce di burro
mezzo bicchiere di salsa di soia
una manciata di mandorle sgusciate
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
sale q.b.

Insalata mista (fresca!!) e germogli 

Le mie fettine di pollo erano già state battute dal macellaio (io non posseggo batticarne), altrimenti, batterle  prima di tutto e poi infarinarle con la farina di mandorle. 
In una padella, sciogliere il burro e scottarle bene da ambo i lati. Una volta pronte, tirarle via e metterle da parte in un piatto. 
Aggiungere al burro la salsa di soia, lo zenzero in polvere e le mandorle tostate. La salsa di soia che uso io è piuttosto densa e di sapore dolciastro, ed è quindi necessario aggiungere sale. Ci sono invece altri tipi di salsa di soia, più liquidi e salati, in quel caso si puo decisamente omettere il sale. 
Far restringere il necessario (per quel che mi riguarda appunto, la salsa era già piuttosto densa di suo) e rimettere le fettine in padella ad insaporire nella salsa. 

A questo punto impiattare le scaloppine colorite dalla salsa, non dimenticare le mandorle, e accompagnare con una fresca insalata di stagione. Per rimanere in tema, arricchire l'insalata con germogli. Io avrei tanto voluto germogli di soia ma non li ho trovati....ho usato quindi germogli di fungo mungo. :)

Con questa ricetta, un po (molto) esteticamente SFIGATA, ma giuro, dal buon mix di sapori, partecipo in zona cesarini allMTC di giugno!




lunedì 21 maggio 2012

I miei budini verde speranza! (ovvero: budino salato di fagiolini e patate su letto di pesto alla genovese con sticks di focaccia alla salvia...per l'MTC!!!!)



Già. Non scrivo da mesi. In ferie ci sono stata, ed è stato bellissimo, ma ovviamente non tutto questo tempo (e magari!!!!).
Gli impedimenti sono stati altri, qualcosa mi ha tenuto lontano dai fornelli molto a lungo. Quel qualcosa è lungo al momento pochi cm, pesa pochissimo, si muove ma non si sente (non ancora) ed a quanto pare si tratta di un esserino di sesso femminile...finalmente pareggiamo i conti in famiglia e ....SI, sono incinta!!!!
Fra qualche giorno inizia il quinto mese, e per chi ha anche la sfortuna di vedermi ogni tanto non è più un mistero. A dir la verità qualcuno che  si domanda se ho esagerato con le lasagne o se aspetto un bambino e non ha il coraggio di chiedere ancora c'è. A tal proposito, vorrei suggerire a tutte le case di moda premaman, di inventare una maglietta simpatica con la scritta: "si, sono in dolce attesa!" per fugare tutti i dubbi ed evitarsi gli sguardi dei timidi curiosi che sospettano ma non osano....
Comunque, i primi mesi sono passati nella scaramantica omertà generale, ma soprattutto nella totale sofferenza da nausee. Non so chi ha pensato di chiamarle mattutine. Col cavolo. Partono la mattina, ma non ti abbandonano sino a sera. Ti accompagnano senza pietà nell'arco delle 24 ore, da quando ti alzi a quando ti ripiazzi in posizione orizzontale sperando in un po di conforto (che non arriva, salvo addormentarsi). E' una perenne sensazione di mal di mare, aggravata dal camminare e per l'amor di dio...dall'andare in macchina. I miei cari, abituati ad una me entusiasta di cucinare, di sperimentare cose nuove, sapori, odori, consistenze, hanno passato mesi a 4 salti in padella, polli della rosticceria, pizze da asporto e quant'altro non implicasse la mia presenza in cucina a spadellare. 
Nonostante le gufate di alcune amiche (stile: "ah io ho vomitato pure in sala parto!" "uuhh...per tutti e tre i miei figli non sono mai passate, anzi, peggiorano!" ) per quel che mi riguarda, tutto è andato come da manuale: girata la boa del terzo mese, un mattino apri gli occhi e....ti senti bene!! Per scaramanzia non lo dici, e non esulti nemmeno (che lo sai che poi la paghi) ma giorno dopo giorno cominci a crederci, e non solo stai meglio ma inizi davvero a provare quello stato di grazia che ricordavi dalla prima gravidanza (di ormai dieci anni fa!) priva di ogni tipo di intoppo, nausee comprese. E allora, ti viene in mente che forse si, puoi anche ricominciare a cucinare. E qual'è l'occasione migliore se non un MTC?!?!?!!? 
Così, ho pensato che non so quanto in questi mesi (ma soprattutto in quelli che seguiranno la nascita) riuscirò a star dietro al blog e riempirlo di ricettine golose (considerando anche le innumerevoli restrizioni alimentari che mi ha IMPOSTO CA-TE-GO-RI-CA-MEN-TE  il mio santo ginecologo) ma cascasse il mondo, qui apparirà una ricetta al mese almeno: quella dell'MTC!
Così oggi mi sono data da fare....e ho preparato i miei budini. Loro sono verde speranza: la speranza che tutto vada finalmente bene, che la piccola sia sana, che fine ottobre arrivi presto e non ci siano complicazioni, insomma, tutto quello che una mamma in attesa puo augurare a se stessa e alla sua creaturina. E, cosa non da meno, sono anche buoni. Se penso poi che le verdure sono una fra le pochissime cose a cui il gine non solo non ha messo veti, ma anzi, ha dato un totale via libera, danno pure soddisfazione. Non se li pappano solo gli altri, me li godo pure io!


Basta ciance....ecco la ricettina:

BUDINI SALATI DI FAGIOLINI E PATATE SU LETTO DI PESTO ALLA GENOVESE CON STICK DI FOCACCIA ALLA SALVIA:
Ingredienti:

Per i budini:
300 gr di fagiolini
200 gr di patate
100 ml di panna
2 uova
30 gr di parmigiano
sale qb

Mettere sul fornello una pentola capiente con acqua salata e attendere che prenda bollore. Nel frattempo, pulire i fagiolini e sbucciare le patate. Queste ultime vanno tagliate a tocchetti perchè lessino più velocemente. 
Quando l'acqua bolle, buttare fagiolini e patate e lessarli per una ventina di minuti. A cottura, scolarli e metterli nel frullatore con le uova, la panna e il parmigiano. Frullare e assaggiare...aggiustare di sale. 
Imburrare gli stampini, e versare il composto quasi sino all'orlo. Preriscaldare il forno a 180°. In una teglia capiente versare acqua sino a due dita dal bordo e mettervi dentro gli stampini. Infornare con cura e cuocere a bagnomaria per 30°. Una volta cotti, con attenzione, estrarre dal forno e togliere dalla teglia. Prima di sformare i budini attendere che siano almeno tiepidi, pena lo spetasciamento!! (oltre che l'ustione assicurata!)

Per il pesto alla genovese:

1 mazzetto di basilico
1 spicchio aglio 
2/3 cucchiai abbondanti di parmigiano
1/2 cucchiai di pinoli
sale
olio evo

Lavare bene le foglioline di basilico e lasciarle asciugare. Nel mixer (si lo so che il mortaio è la morte sua, ma ragazze, abbiamo anche una vita vero?!?! ) mettere le foglie di basilico, il parmigiano, l'aglio, i pinoli, l'olio e il sale. L'olio va abbastanza ad occhio...metterne prima un cucchiaio o due, azionare il mixer e poi aggiungere se vedete che resta tutto troppo "secco". Deve ovviamente venire una cremina...

Per la focaccia alla salvia:

500 gr di farina 00
200 ml di acqua tiepida
25 gr di lievito
20 foglie di salvia fresca
2 tazzine da caffe di olio evo
sale
acqua, sale grosso e olio per infornare q.b.

Nella ciotola della planetaria mischiare la farina e il sale. Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida ed aggiungere alla farina, insieme all'olio e alle foglie di salvia lavate e tritate a coltello. Azionare la planetaria e fare amalgamare tutti gli ingredienti. Il risultato deve essere un impasto morbido ma non appiccicoso. Non serve lavorarlo ulteriormente, estraete l'impasto dalla planetaria e mettete a lievitare in un luogo asciutto e privo di correnti sino a che non raddoppia. Quando sarà radoppiato, prendete una teglia capiente e possibilmente di alluminio e con i bordi alti (non vanno bene le teglie per la pizza!!!), e mettete MOLTO olio sul fondo. Con le mani unte, iniziate a stendere l'impasto, cercando assolutamente di non bucarlo, non si riuscirà a "ripararlo". Una volta steso, rimettere a lievitare ancora un quarto d'ora/ venti minuti (sarà sufficiente). Nel frattempo, scaldate il forno alla temperatura massima e mettete la griglia nella parte più bassa del forno. Quando l'impasto ha finito la sua lievitazione, affondare con delicatezza i polpastrelli nella pasta, per formare i tipici "ombelichi" della focaccia, sempre facendo attenzione però a non bucarla! A questo punto, cospargere con un po di sale grosso, oliare (si, ancora..la focaccia non è dietetica!!!) e versare sulla focaccia dell'acqua facendo attenzione che non finisca sotto l'impasto altrimenti si attaccherà (ecco perchè servono teglie con i bordi alti).
Infornare nella parte più bassa del forno alla temperatura massima per....dipende dal vostro forno. Nel mio sono serviti 40 minuti abbondanti. La focaccia deve formare una bella crosticina sul fondo e dorarsi sopra. 
Appena sfornata e non un secondo oltre, la focaccia va capovolta per far evaporare via l'umidità che si crea sul fondo della teglia: pena, una focaccia gommosa. Basta lasciarla capovolta un paio di minuti. La focaccia è pronta. E' buonissima anche così da sola....ma stavolta noi la tagliamo a striscioline e la serviamo sotto forma di sticks....... :)

Con questa ricetta partecipo all'MTC di maggio

 e faccio il mio rientro nella gara più gettonata e divertente del web.....e di questo ringrazio le zie virtuali di Menù Turistico, che hanno avuto pietà delle mie nausee e hanno chiuso un occhio sulla mia sparizione....GRAZIEEEEE!!!!!!!

mercoledì 11 gennaio 2012

Chiuso per ferie 2012!!!!!


Ebbene...dicembre è passato in un vortice di cose da fare...
Il lavoro è andato maluccio....e ora siamo in cassa integrazione. E' il degno finale del 2011, anno orrendo sotto molti punti di vista (come ho già fatto notare più volte in diversi post). 
Io però credo nelle ruote che girano e penso che con l'anno nuovo qualcosa debba cambiare...e cambierà. 
Intanto, noi l'anno lo iniziamo in vacanza....io Brady e Slowfood partiamo....ci imbarchiamo e non saremo di ritorno se non il 6 febbraio....la desitinazione è il Brasile, insieme ad amici che già sono la e ci aspettano....visiteremo il nord soprattutto, con una puntatina a Rio...non si puo andare in Brasile e non vedere Rio..... 
Quindi questo mese mi tocca rinunciare all'Emmeti....io ci speravo di riuscire a preparare qualcosa e postarlo alla prima occasione anche da terre lontane, ma non ho proprio avuto il tempo...mannaggia...alle tagliatelle ci tenevo particolarmente! Comunque aspettatemi...torno in tempo per la prossima sfida!!!

A tutti un salutone gigante...ci si rivede fra un mese circa....non abbandonatemi, ritornoooo!!!!
Bacioniiii!!!!!!!

venerdì 23 dicembre 2011

Ma Babbo Natale esiste??....



E' arrivato Natale io ho cucinato mille cose, ma non vi ho lasciato questo mese nemmeno una ricetta...e non sono mai nemmeno passata nei vostri blog..questo mese mi sono ricordata di respirare solo perchè mi viene naturale (anche se in alcuni momenti ho trattenuto il respiro dalla rabbia, o ho avuto il fiatone per il troppo correre...). Insomma...sto iniziando il countdown dei giorni che mancano alle ferie: si sa, noi impiegati nel campo del turismo lavoriamo il doppio quando gli altri se la spassano...e attendiamo tempi di "bassa" per volare via, lontano...mancano esattamente 19 giorni e qualche ora alla partenza...per ora mi devo accontentare di darmi allo yoga per rilassare anima e corpo. 
Intanto, pochi giorni fa mi sono imbattuta in un articolo on line, dove veniva posta l'annosa questione: quando arriva il momento in cui i nostri figli smettono di credere a Babbo Natale, e come?? Soprattutto, si diceva che per loro la scoperta dell'amara verità è un trauma e va affrontato con la dovuta attenzione. Hoibhò...Certe cose mi spiazzano, e mi fanno sempre sentire una mamma inadeguata. Di tutti i problemi seri che potrebbero investire mio figlio, nemmeno mai una volta mi era passato per la testa che potesse essere addirittura traumatizzato per l'aver scoperto che Babbo Natale è un nonno simpatico e cicciotto e buono frutto della fantasia...e che i regali li comprano mamma e papà e si ingegnano come due rincretiniti per nasconderli ovunque in casa e farli magicamente apparire nel momento giusto che più giusto non si può...A mia discolpa, ho provato poi a pensare al fatto che io sono qui, arrivata alla veneranda età di 32 anni con mille turbe (non lo nego) ma siam sicuri che derivino dall'aver da anni fatto la terrificante scoperta? Si diceva che agli occhi del bimbo in questione si perde credibilità, considerando che lui realizza che lo abbiamo per anni bellamente preso per i fondelli...io, a dir la verità, non credo di aver mai provato rancore nei confronti dei miei genitori o di aver pensato di loro che fossero degli inguaribili bugiardi solo per avermi fatto credere ad una favola e avercela messa tutta per far si che l'incanto durasse il più possibile...con tutto che io ho infranto il sogno avendoli sgamati in piena sistemazione dei regali sotto l'albero (colpa di una cugina molto più grande ma poco attenta ai dettagli che mi ha chiesto di "andare di là a prenderle la borsa..."). Questo articolo arriva proprio il primo anno in cui mi sono chiesta più volte, ma davvero mio figlio che ha ormai 8 anni crede ancora a Babbo Natale oppure regge il gioco a me che ancora mi presto alla spedizione della letterina, alla preparazione di latte e biscotti da lasciare al povero vecchietto in giro nella notte fredda, e alla sistemazione segreta del magico regalo portato dal polo nord?? Non importa. Non sarò certo io a prenderlo da parte e a spiegargli cercando le parole giuste che è una favola. Magari un giorno me lo chiederà lui e allora potrò girargli la domanda: tu cosa ne pensi? e iniziare a parlare del perchè esiste questa bella storia. O forse, non mi chiederà mai niente, e continuerà finchè ne avrà voglia a scrivere a Babbo Natale la sua lista dei desideri, ben consapevole del fatto che tutto sommato, lo sta dicendo a noi. Di una cosa sono certa: tutti noi abbiamo creduto a Babbo Natale e nessuno è mai morto per averlo fatto....anzi...una delle cose più belle che mi sono capitate diventando madre è stato poter tornare a crederci un po anche io....Perciò se ci sei, Babbo caro, ti chiedo solo di continuare a tornare da noi, a mangiarti i nostri biscottini e lasciare le tue impronte sul pavimento di casa, anche se l'ho lavato proprio la sera prima...solo sapere che potresti arrivare rende tutto più bello. Buon viaggio, non prender freddo e vai piano, che altrimenti ti levano la patente e dopo come fai!!!! 

A voi tutti, io mando un abbraccio infinito e l'augurio di un Natale Felice abbastanza da scaldarvi il cuore e farvi sorridere tutto il giorno. 
AUGURIIII!!!!!!!!!


in foto: 
*la mia casetta di pan di zenzero
i sacchettini regalo che contengono:
*i biscottini zenzero e cannella
*i biscottini al cioccolato
*il preparato per la cioccolata calda
*la mia marmellata di prugne

mercoledì 30 novembre 2011

la pallina antistress...tagliatelle di castagne con salsa di noci



Come da precedente post sul Karma , il periodo continua a non esser dei migliori. Viene voglia di chiudersi in casa e non uscire, per evitare nuove ondate di sfiga...ma anche in casa c'è da stare attenti eh, che non si sa mai, cadere dalle scale è un attimo, bruciarsi ai fornelli un secondo (come se non fosse mai successo..) e ciondolando qua e là cercando di essere il più produttiva possibile (con scarso successo!) c'è il rischio che l'esaurimento nervoso aumenti, soprattutto se mi capita di varcare la soglia della camera del pargolo, che pare quotidianamente un campo di battaglia: vestiti, figurine, giochini, fogli e disegni, quaderni, libri, tutti piazzati in ordine sparso fra sedie, pavimento, scrivania, letto. In quella stanza di "umano" non c'è quasi nulla. Raramente, quando proprio non ne posso più, quando anche le minacce di buttare via tutto quello che è fra i piedi sono cadute nel vuoto, entro e faccio piazza pulita con le mie sante manine (e magari non tutto, ma molto finisce nel pattume: cosa mi stanno a rappresentare queste ruotine di macchina vaganti? E questa testa di gormito? E la cartina della figurina ormai attaccata?? Viaaaaaa!!!!!) e per qualche giorno sembra quasi di avere una stanza nuova di pacca in casa. L'idillio però dura lo spazio di tempo in cui lo gnomo è fuori dai piedi, non appena rientra si riappropria di quei 12 mq riducendoli nuovamente allo scatafascio. Non c'è speranza. Mi arrendo. Anche stamattina, mi sono addentrata nella stanzetta per aprir persiane e finestre e dare aria e lo sconforto mi ha raggiunta: dov'è la scrivania?!!? E che fine ha fatto la sedia? Sbaglio o un tempo qui c'era il pavimento? Ma oggi no...ho la mattina libera dal lavoro, il Brady è in piscina a fare la sua nuotata, e io ho deciso di rimanere a casa, ma non per riportare quella stanza a nuova luce. Impasto. Faccio la pasta fatta in casa che è la mia "pallina antistress". Affondo per bene le dita nella farina mischiata con uova e acqua e schiaccio, tiro, ripiego, appallottolo e deformo e riformo....e scarico un po di tensione...e poi ne sento il profumo, e comincio a calmarmi...cedo alla tentazione e ne assaggio un pezzettino crudo...e mi piace e sorrido! :) Ecco...sto già meglio. Monto la nonna papera, e tira tira, allungo questa sfoglia e la vedo così bella liscia e porosa...assaporo già il pranzo e ho un languorino. Alla fine, formo le tagliatelle e mi torna in mente il didò di quando ero piccola...fare la pasta fatta in casa è quasi come giocare con il pongo! 
Bhè, provatele...sono buonissime, sono semplici e veloci. Curano lo stress, mettono di buon umore! E con la salsa di noci sono davvero speciali!


TAGLIATELLE DI CASTAGNE CON SALSA DI NOCI
Ingredienti x 2 persone:

per le tagliatelle:
100 gr di farina di castagne
130 gr di farina 00
2 uova
acqua qb

per la salsa di noci:
1 confezione panna da cucina
80 gr di noci sgusciate
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio abbondante di parmigiano grattuggiato
1 fetta di pan carrè
sale qb

Insomma...è proprio veloce e da soddisfazione fare la pasta fresca in casa....
Nella planetaria mettete le farine e le uova e azionate impastando con l'attrezzo "gancio", aggiungere poco alla volta acqua quanto basta per formare una bella palla soda di impasto (ne basta davvero pochissima!!). Quando la palla si è formata, togliere dalla ciotola della planetaria e continuare a impastare a mano per qualche minuto (questa è la parte antistress, ed è consigliatissima per scaricare le tensioni...non strettamente necessaria invece ai fini della preparazione!! :)))   )
Tirare la sfoglia a mano o con la nonna papera, e formare le tagliatelle (se dovete farlo a mano, arrotolate la pasta tirata e con un coltello tagliate tante rondelle della stessa misura).
Mettete sul fuoco una bella pentola capiente con acqua salata e mentre attendete che inizi a bollire, preparate la vostra salsa di noci, rapida e indolore: mettete dentro al mixer tutti gli ingredienti e frullate sino ad ottenere una crema densa. Se volete potete allungare con un po di olio. Oppure con l'acqua di cottura, prima di condire la pasta. 
Quando bolle, tuffate le tagliatelle freschissime e lasciate lessare per 4 minuti....scolate e condite con la salsa di noci....Buon appetito!!!



venerdì 25 novembre 2011

Karma e la torta di mele più coccolosa che esista!


Karma: in ambito induista è un principio di "causa-effetto" secondo il quale ogni azione da origine ad una reazione, segnando così i cicli di morte e rinascita dell'uomo. Se un uomo ha avuto un karma negativo nella sua vita precedente, in quella attuale probabilmente non se la passa bene e deve fare di tutto per riuscire a modificare il suo karma e "sbloccare" così la sua cattiva sorte, cercando di migliorare le sue future vite, le sue future rinascite. 
Io mi sa che se vado avanti così, nella prossima vita rinasco formica e vengo schiacciata da un piedone gigante al primo passo fuori dal formicaio. Va anche da se, che probabilmente in questo periodo sta venendo fuori il karma generato nella mia vita precedente, che devo ancora scoprire cosa ho combinato, ma evidentemente niente di davvero buono.... 
Filosofie orientali a parte, che io ammiro molto e dalle quali sono incuriosita e interessata parecchio, ho una certezza mia personale, ossia che la sfiga arrivi a cicli ben precisi. Per un tot di anni tutto fila liscio, e poi arriva quell'anno funesto (non necessariamente bisesto!!) e quella ti si attacca alle chiappe per 360 giorni su 365. Il mio 2011 è stato così...ho cercato di farlo partire sotto i migliori auspici ma non è riuscito a evolversi come avrei sperato, anzi è stato un crescendo di malumori, di ostacoli, personali, lavorativi, di salute....insomma, manca poco più di un mese alla sua fine, e io non vedo l'ora di metterci una pietra sopra, quasi consapevole (povera matta!!) che l'anno futuro non puo che migliorare: insomma, quando si arriva in fondo, le opzioni sono due, scavare o iniziare la risalita....Scavare non è poi nel mio stile, quindi dovrei cercare di iniziare un po di sano riscaldamento per la scalata che mi aspetta. Questa mia insana certezza, si basa sul fatto che la situazione si è già presentata: il mio ultimo annus horribilis è datato 2005, me lo ricordo ancora. Ma ricordo anche che il 2006 è stato un netto voltapagina, che le cose si sono ricomposte piano piano, probabilmente i chakra tutti scombinati hanno ritrovato il loro riallineamento e l'energia positiva ha lasciato il posto a quel carico di negatività che si era accumulato in precedenza....Vediamo, vi saprò dire se la mia teoria puo iniziare ad avere fondamenti scientifici!!! ahahahahahha.... Ecco, che poi per l'amor di dio....fossero le mie le sfighe del mondo, vivremmo in un paradiso terrestre, me ne rendo conto....ma lasciatemi "mugugnare" un po, in fondo sono ligure e ce l'ho nel DNA (che peraltro sono andata proprio ieri a far "codificare", quindi a breve sarà certificato nero su bianco!! ahahahha). 
Le sfighe mie sono quelle che si possono risolvere con la coccola di questa fetta di torta di mele...un tripudio di sapore, di morbidezza e cremosità.... dovete provarla, ve lo chiedo con tutto il cuore, perchè è davvero BUONA!!! E' buona in ogni momento ma io ve la consiglio tiepidina, dopo una ventina di minuti che l'avrete tolta dal forno...cremosa, avvolgente e profumata. Il giorno dopo, se al contrario di me avete un microonde, infilatecela dentro qualche secondo...e la coccola si rinnoverà!



TORTA DI MELE COCCOLOSA
Ingredienti:
2 mele 
succo di due limoni
120 gr di farina 00
200 gr di zucchero
100 gr di burro a temperatura ambiente
3 uova
120 ml di latte
1 bustina di lievito vanigliato


Spremete i limoni e filtrate il succo. Sbucciamo le mele e cerchiamo di tagliarle sottilissime (è molto importante per la riuscita della torta). Se avete una mandolina meglio...altrimenti, come me, di santa pazienza andate di coltello affilato. Man mano che ricavate gli spicchi sottili sottili di mela li mettete a bagno nel succo di limone, perchè non anneriscano. Nella planetaria, montate il burro con lo zucchero sino ad ottenere un composto bianco e spumoso. A questo punto, aggiungete le uova, una ad una. Non aggiungete la successiva finchè quella messa in precedenza non è stata davvero ben amalgamata. Aggiungere infine la farina, il lievito e il latte. Foderate con carta da forno una teglia (la mia era tonda da 24) e versate il composto ottenuto. Adesso, disponiamo le mele sulla superficie....tutte, anche se sembrano tante...sono tagliate sottili e l'impasto per quanto liquido le tiene a galla, quindi mentre le disponiamo, schiacciamole un pochino verso il basso, leggermente....Si formerà uno strato di mele limonose da urlo!!
Mettiamo la teglia in forno preriscaldato a 180° e....ecco, qui ognuno conosce il forno suo... e i tempi. Io direi che 40" sono il minimo. Per il mio forno c'è voluta quasi un ora, dopo i 40 minuti però ho dovuto coprire con stagnola perchè la superficie iniziava a scurirsi troppo ma l'interno era ancora bagnato....
Sfornate, aspettate solo venti minuti e....assaggiate che delizia!


giovedì 17 novembre 2011

My personal (MT)challenge...il baccalà alla livornese



NOOOOOooooooooOOOOOOOOOOoooooooo.....ooooooooooo.ooooooooo....oo.
Il mio grido di disperazione echeggia ancora adesso nella blogosfera, non riesco a darmi pace. Ho seguito da spettatrice l'emmeti per mesi (anni?? ere?!?!) senza mai decidermi a buttarmi veramente...ricordo ancora la tentazione del Japanese Cotton cheesecake...per non parlare di quella volta che la sfida era sulle polpette dell'ikea, che peraltro adoro e che in seguito, proprio eseguendo passo passo la ricetta originale lasciata per il contest mi sono impegnata a fare con un risultato splendido e gustosissimo (siii!!! finalmente mai più il rammarico di non potermele mangiare anche a casa!)...eppure non è sulle pallette svedesi che sono finalmente capitolata, ma su quelle più francesizzanti del profiterole, e non poteva che essere così, da storica "golosa di dolci" quale sono io. Eppure io ho un sesto senso, sono un po streghetta dentro...mio padre e mia mamma me lo dicevanno spesso. Dicevo una cosa, e quella accadeva; pensavo "è tanto che non incontro tizio..." ed ecco che il giorno dopo lo vedevo al super; penso "mi piacerebbe sentire questa canzone tanto vecchia e bella" e toh, dopo due minuti la passano alla radio....Non mi sono smentita nemmeno questa volta. A ottobre, mi sono aggregata all'allegra brigata dell'EmmeTì, e il minuto stesso in cui ho postato la mia prima ricetta dedicata alla sfida più simpatica del web un pensiero mi ha attraversato la testa e si è insinuato fra i miei due neuroni che per un attimo son rimasti come "flashati" a guardarsi sgomenti: sbaglio, o da che la gara esiste, non è mai stata scelta una ricetta di pesce? vuoi vedere che......NOOOOOOOOOooooooooOOOOOOOOOO!!!!!! Precisa...forse non avrei dovuto pensarlo, ma ormai era troppo tardi, il danno era fatto. I due neuroni solitari han provato a far finta di niente per il resto del mese, a fischiettare innocentemente pensando che bastasse ignorare il pensiero perchè non si materializzasse. E invece, eccolo. Indovina chi viene a cena?? Il baccalà! 
Lo confesso....son stata lì lì per giocarmi il primo "passo" della mia brevissima carriera di concorrente. Però poi mi  sono detta che più una sfida è complicata più c'è gusto a mettersi in gioco, e allora, pur andando contro il mio rifiuto verso il pesce, il suo odore e la sua consistenza, mi sono buttata...A PESCE! 
Questo mio baccalà è esattamente come Cristina detta: alla livornese pari pari, niente colpi di scena, niente giochi di forme, colori, e insiemi di gusti, anche perchè se uno il gusto non lo apprezza non riesce a immaginarselo con piacere inserito in contesti diversi...Soprattutto, essendo per me il primo faccia faccia in assoluto con un baccalà, se livornese doveva essere che livornese fosse! 
Armata di consorte in veste di "esperto", mi sono recata al mercato del pesce e mi sono fatta dare un pezzo di baccalà (per uno eh, sia mai!!!) già dissalato...mi ci mancava solo di dovermene prender cura per giorni ammollato in cucina...e il simpatico pescivendolo, quando gli ho detto che dovevo farne e gli ho chiesto tutte le informazioni del caso, avendo probabilmente notato la mia scarsa dimestichezza in campo ittico mi ha detto che mi avrebbe persino fatto un regalo (figuratevi la mia gioia). Detto regalo consisteva nel togliere la pelle del malcapitato baccalà. Sul momento, sono stata sollevatissima: che fortuna,mi sono detta, non ci avrei mai pensato di farlo da me...Poi, una volta a casa, mi stampo la ricetta di Cristina e vedo nelle indicazioni: "mi raccomando lasciate la pelle....." ......NOOOOOOOOOooooooooOOOOOOOooooo!!!!! MiSeRiA!!! E adesso?? Bhè..c'è poco da fare...tento e poi vediamo...Il tentativo è andato a segno...l'accortezza è stata quella di rigirare i pezzi con maggior delicatezza di quanta non ce ne metterei magari in condizioni diverse. Il risultato è stato apprezzato dal consorte che ogni tanto ci prova a chiedermi il pesce una volta a settimana almeno, ma poi guardando la mia espressione di panico si corregge immediatamente con un "va bhè dai no....scherzavo!" e si accontenta di mangiarlo una volta ogni morte di papa...e a sto giro, ringrazia sentitamente l'Emmeti!

BACCALA' ALLA LIVORNESE
Ingredienti (in questa casa, per una persona! :)))  )
300 gr di baccalà dissalato
2 spicchi di aglio
olio evo
farina q.b.
2 bicchieri di passata di pomodoro
prezzemolo



Ho tagliato a tocchetti il baccalà e l'ho passato nella farina....considerando il "regalo" del pescivendolo (avergli tolto la pelle) e il rischio spetasciamento dei tocchetti, li ho infarinati abbondantemente, sperando che la crosticina che si sarebbe formata avrebbe contribuito a mantenerli interi. 
In una padella antiaderente ho messo a rosolare gli spicchi di aglio interi ma schiacciati, li ho poi tolti e ho messo i cubetti di pesce infarinato a soffriggere. Li ho fatti dorare ben bene girandoli con attenzione e cura. A questo punto, ho aggiunto la passata di pomodoro e rimesso gli spicchi di aglio e fatto cuocere a fuoco basso per una ventina di minuti, girando di tanto in tanto, sempre facendo attenzione. A cottura ultimata ho impiattato e spolverato con abbondante prezzemolo. Ho servito mon amour, che in religioso silenzio si è pappato con piacere la sua razione di pesce settimanale......mensile .....bimestrale (forse...)!!!!



Questa è la mia riproduzione fedele del baccalà alla livornese per l'MTChallenge di Novembre!